giovedì 18 aprile 2013

Giusto un paio di banalità sulla giornata di oggi...

Primo giorno di elezioni e nulla di fatto, oltre ad essere senza governo siamo anche senza Presidente della Repubblica e senza Partito Democratico che, con un talento autodistruttivo unico, s'è scavato la fossa da solo; ma partiamo dall'inizio.
Ieri sera Peirluigi Bersani ha ufficializzato la candidatura di Marini alla Presidenza della Repubblica, il PDL prontamente ha espresso gradimento mentre SEL e parte dei parlamentari PD hanno mostrato di non condividere tale nome. Intanto il M5S, dopo la rinunce di Gabanelli e Strada, candida Rodotà e "apre" al PD in cambio del sostegno a quest'ultimo. 
In breve: dopo 50 giorni di corteggiamento a Grillo, il PD decide di dare massima priorità alla scelta di un nome per il Quirinale che possa piacere anche al PDL (col quale sostiene di non voler governare) e candida un democristiano; il M5S dal canto suo propone un costituzionalista di sinistra (definizione riduttiva ma se volete sapere chi è Rodotà consultate wikipedia) e per la prima volta si rivolge quasi amichevolmente al PD.
A questo punto un ingenuo elettore di sinistra (eccomi!)  pensa che sia fatta, come fa il PD a non votare Rodotà? 
Ma veniamo ad oggi: parlamentari di PD e PDL  vanno a votare seriamente convinti di poter eleggere Marini senza difficoltà ma, mentre Berlusconi riesce a convincere la Lega, Bersani & co. sottovalutano l'appoggio di SEL a Rodotà, le proteste dei "giovani turchi" e dei "renziani", e soprattutto il vigoroso NO della base che dopo essersi scatenata nel web s'è riversata in piazza a fare falò con le tessere del PD. Che bellezza!
Comunque, come da tradizione, Bersani ha fallito. Pure con l'appoggio del PDL il PD riesce a perdere, è i-n-c-r-e-d-i-b-i-l-e. Il cavallo di Razza proposto da Bersani ed apprezzato da Silvio (chissà perché...) raccoglie 521 voti, Rodotà 240 (qualcuno in più della somma M5S e SEL) e Chiamparino, "candidato renziano", 41. 
Quindi al binomio PD-PDL non resta che ricominciare daccapo e per la seconda votazione si sceglie di lasciare in bianco le schede; si ottengono 418 schede bianche, 230 voti a Rodotà, 90 a Chiamparini, 15 a Rodotà, 15 ad Alessandra Mussolini (qui una risata ci sta tutta), 2 a Michele Cucuzza, 1 a Valeria Marini, 1 a Trapattoni, 1 a Veronica Lario, 1 a Fiorello e 1 a Rocco Siffredi. Vabbeh ridiamoci su! 
E adesso? Beh, Renzi corre a Roma e trama con i  suoi promettendo un nome sorprendente mentre Bersani, che il nome sorprendente l'ha già fatto, chiede di posticipare un po' la quarta votazione per poter riunire i parlamentari del PD e cercare di salvare capra e cavoli. 
Insomma, tanto per cambiare siamo in piena incertezza, la sola cosa sicura è che il PD sta naufragando e questa volta non può prendersela né con Berlusconi né con Grillo. 
La domanda vera adesso non è quando avremo un nuovo Presidente e chi sarà, ma se avremo ancora un partito di sinistra o meno; per la risposta non resta che aspettare domani.


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