25 aprile 1945 il CLNAI proclama ufficialmente l'insurrezione e la condanna a morte dei gerarchi fascisti; Milano e Torino furono liberate e cominciò un percorso che portò alla nascita della Repubblica e alla creazione della Costituzione.
Tutto questo però è costato parecchio in termini di vite umane, migliaia di giovani uomini e donne si sono sacrificati per dare un futuro migliore all'Italia e consentire alle generazioni future di vivere in pace e libertà.
Guardando il nostro paese oggi mi viene un po' da ridere, i nostri "nonni" ci hanno liberati dal nazi-fascismo ma i nostri "genitori" ci hanno fatto piombare in una ventennio squallido dove berlusconismo e antiberlusconismo hanno catalizzato l'attenzione di un'intera classe politica lasciando sprofondare l'Italia nel baratro.
Il significato di questa ricorrenza però, in una situazione anormale come quella in cui ci troviamo, non può che assumere un significato più grande. Se 68 anni fa i partigiani sono riusciti a liberare l'Italia da una doppia dittatura, noi oggi possiamo riprendere quello stesso percorso che, da troppi anni, è stato interrotto.
Il 25 aprile, infatti, non serve a commemorare solo la fine di una guerra ma segna l'inizio di un'epoca nuova, sarebbe quindi sensato da parte nostra un impegno più costante e magari piantarla una volta per tutte con le polemiche sterili e ridicole che da anni precedono ed accompagnano questa ricorrenza.
Avendo finalmente finito il mio non richiesto sproloquio, auguro a tutti un felice 25 aprile...sempre!

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