Puntuale come ogni anno è arrivata la festa della donna e con essa ondate di mimose, auguri e frasi acide.
Premetto che questa ricorrenza non suscita in me nessuna sensazione, forse perché non reputo così ingombrante il mio doppio cromosoma X, ma l'opinione su tale giornata appare decisamente polarizzata e sono presenti due schieramenti agguerritissimi.
Da una parte ci sono le "festaiole", quelle che fanno e si aspettano gli auguri, e che passano la serata in pizzerie, ristoranti, discoteche e pub, magari sbavando alla vista di omaccioni nudi, unti e depilati (dalla non provata virilità tra l'altro).
Dall'altra ci sono le femministe, quelle che non vogliono essere paragonate ai panda, che ti mandano a quel paese se ti presenti con in mano un rametto di mimosa e che ostentano una dettagliata conoscenza della storia di tale ricorrenza. Per farla breve quelle che hanno fatto propria la frase cult di ogni 8 marzo che si rispetti: "Festeggerò quando sarà istituita anche la festa dell'uomo."
Ma oggi non voglio parlare di donne e di condizione femminile (questione molto seria), vorrei, infatti, mostrare la mia solidarietà ai maschietti che, involontariamente, collezioneranno figuracce su figuracce, facendo gli auguri alle femministe e ignorando le festaiole. Ragazzi vi sono vicina e sappiate che qualunque vostra azione verrà mal giudicata, quindi non datevi pena; oggi femministe e festaiole hanno un nemico comune: il maschio.
Ma siate pazienti, domani tornerà tutto alla normalità intanto tanti auguri, ne avrete bisogno!
P.S. La Festa dell'uomo esiste, cade ogni anno il 19 novembre.
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